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Parrocchia dell'Immacolata e San Martino a Montughi

Via Ferdinando Paoletti 36 - 50134 Firenze

055 475301

info@immacolataesanmartino.org

Orario S. Messe Festive: sabato 18:00 — domenica 8:30 - 10:00 - 11:30 - 18:00
Orario S. Messe Feriali: 7:30 - 18:00 (escluso il sabato)
S. Rosario: tutti i giorni alle 17:30

L'archivio parrocchiale è aperto
dal lunedì al venerdì
dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

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NEWS!

Archivio delle riflessioni/catechesi settimanali

Solennità di Pentecoste - 20 maggio 2018

Durante la S. Messa delle 18:00 39 ragazzi e 5 adulti della nostra parrocchia hanno ricevuto il sacramento della Confermazione!

Preghiera dei fedeli

Fratelli carissimi, invochiamo Dio, Padre onnipotente; sia unanime la nostra preghiera in quell'unità di fede speranza e carità, che lo Spirito Santo genera nei nostri cuori.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore!

  1. O Signore ti preghiamo per il nostro Papa Francesco: benedicilo e assistilo perché sia luce, forza e consolazione per il mondo intero, affinché possa guidare tutto il popolo di Dio verso la pienezza della fede. Preghiamo.
  2. Per noi ragazzi che abbiamo ricevuto il sacramento della Confermazione: lo Spirito Santo ci renda disponibili ad accogliere in pienezza i suoi doni e ci aiuti a metterli a frutto nel corso della nostra vita, con impegno e fedeltà. Preghiamo.
  3. Per il nostro Vescovo Giuseppe, Don Wieslaw e i nostri sacerdoti: siano sempre docili all’azione dello Spirito Santo nel’annuncio del Vangelo e nel servizio pastorale. Preghiamo.
  4. Ti ringraziamo per i nostri genitori che ci hanno introdotto, sostenuto in questo cammino di fede, fa’ che siano sempre per noi riferimento e guida nella crescita spirituale e nelle scelte di vita. Preghiamo.
  5. Per i padrini e le madrine che hanno scelto di accompagnarci in questo percorso. Signore, aiutali a sostenerci in questa strada e possano esserci vicini sulla via della fede. Preghiamo.
  6. Per le catechiste e le ringraziamo per averci aiutato nell’accogliere lo Spirito Santo nel sacramento della Confermazione; sostienile con il tuo aiuto. Preghiamo.
  7. Per gli anziani e per i malati della nostra parrocchia che non si sentano soli e che ogni giorno abbiano gioia attraverso la nostra preghiera e le nostre visite che renderanno - sia loro che noi - più felici. Preghiamo.

O Dio, che hai dato lo Spirito Santo agli Apostoli, e per mezzo di essi e dei loro successori hai voluto trasmetterlo a tutti i membri della tua Chiesa: esaudisci la nostra preghiera, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che il tuo amore ha operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Sequenza allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sòrdido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

Preghiera per le vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata, alle missioni

IV domenica di Pasqua - LV Giornata di preghiera per le vocazioni - 22 aprile 2018

A Te, Signore,
con fiducia ci rivolgiamo!
Figlio di Dio,
mandato dal Padre agli uomini
di tutti i tempi e di ogni
parte della terra!

Ti invochiamo per mezzo di Maria,
Madre tua e Madre nostra:
fa’ che nella Chiesa non manchino
le vocazioni, in particolare quelle
di speciale dedizione al tuo Regno!

Gesù, unico Salvatore dell’uomo!
Ti preghiamo per i nostri fratelli
e sorelle che hanno risposto “sì”
alla tua chiamata al sacerdozio,
alla vita consacrata e alla missione.

Fa’ che le loro esistenze
si rinnovino di giorno in giorno
e diventino Vangelo vivente.

Signore misericordioso e santo,
continua ad inviare nuovi operai
nella messe del tuo Regno!

Aiuta coloro che chiami
a seguirti in questo nostro tempo:
fa’ che contemplando il tuo volto,
rispondano con gioia
alla stupenda missione che affidi
loro per il bene del tuo popolo
e di tutti gli uomini.

Tu che sei Dio e vivi e regni
con il Padre e lo Spirito Santo
nei secoli dei secoli.
Amen

Alleluia, è risorto!

Veglia Pasquale - 1 aprile 2018

Alleluia, la pietra scartata è divenuta la pietra d'angolo.
Alleluia, lo Sconfitto di ieri è il Vittorioso di oggi.
Alleluia, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, il Crocifisso Risorto.
Alleluia, Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!
Alleluia, l'Agnello ha redento il suo gregge, l'Innocente ci ha riconciliati con il Padre.
Alleluia, Cristo, mia speranza è risorto e ci precede, e precede la nostra storia.
Alleluia, corriamo con Pietro e Giovanni per vedere e credere.
Alleluia, è Risorto!
Alleluia, risorgeranno!
Alleluia, risorgeremo!

Preghiera per la domenica delle Palme

Domenica delle Palme - 25 marzo 2018

Prima di deporre l'ulivo in casa, o in un luogo opportuno, prega e fai pregare...

Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che portiamo questi rami di ulivo
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

La Messa è una sinfonia

Va domenica di Quaresima - 18 marzo 2018

Con il saluto iniziale del sacerdote - «Il Signore sia con voi» - a cui l'assemblea risponde «e con il tuo spirito», ha spiegato ancora il Papa, «stiamo entrando in una sinfonia, nella quale risuonano varie tonalità di voci, compresi tempi di silenzio, in vista di creare l'accordo tra tutti i partecipanti, cioè di riconoscersi animati da un unico Spirito e per un medesimo fine».

Francesco ha fatto notare che «il saluto sacerdotale e la risposta del popolo manifestano il mistero della Chiesa radunata. Si esprime così la comune fede e il desiderio vicendevole di stare con il Signore e di vivere l'unità con tutta la comunità. E questa è una sintonia orante che si sta creando, e che presenta subito un momento molto toccante, perché chi presiede invita tutti a riconoscere i propri peccati».

«Tutti siamo peccatori», ha proseguito Francesco a braccio: «Forse qualcuno di voi non è peccatore? Se non è peccatore, alzi la mano», il dialago con i fedeli. «Non ci sono mani alzate, va bene, avete buona la fede», il commento del Papa sempre fuori testo: «E per questo all'inizio della Messa chiediamo perdono. È l'atto penitenziale». «Non si tratta solamente di pensare ai peccati commessi, ma molto di più», ha precisato Francesco [...]: «È l'invito a confessarsi peccatori davanti a Dio e ai fratelli, con umiltà e sincerità, come il pubblicano al tempio».

«Se veramente l'Eucarestia rende presente il mistero pasquale, vale a dire il passaggio di Cristo dalla morte alla vita, allora la prima cosa che dobbiamo fare è riconoscere quali sono le nostre situazioni di morte per poter risorgere con lui a vita nuova», ha proseguito il Papa sottolineando l'importanza di questo gesto.

dalla catechesi di Papa Francesco sulla S. Messa

L'altare è Cristo

IVa domenica di Quaresima - 11 marzo 2018

«L’altare è Cristo», e si va a Messa «non per guardarsi la faccia», ma per «guardare Cristo», che è «il centro della comunità», ha spiegato, a braccio, il Papa, che ha ripercorso i riti d’introduzione della Messa.

«Mentre normalmente si svolge il canto d’ingresso, il sacerdote con gli altri ministri raggiunge processionalmente il presbiterio, e qui saluta l’altare con un inchino e, in segno di venerazione, lo bacia e lo incensa», ha ricordato Francesco. «Perché l’altare è Cristo, è figura di Cristo», ha proseguito a braccio: «Quando guardiamo l’altare guardiamo proprio dov’è Cristo. L’altare è Cristo».

«Questi gesti, che rischiano di passare inosservati, sono molto significativi – ha osservato il Papa – perché esprimono fin dall’inizio che la Messa è un incontro di amore con Cristo, il quale offrendo il suo corpo sulla croce divenne altare, vittima e sacerdote».
«L’altare, in quanto segno di Cristo, è il centro dell’azione di grazie che si compie con l’Eucaristia», ha ribadito Francesco. «E tutta la comunità è attorno all’altare, che è Cristo, non per guardarsi la faccia, ma per guardare Cristo. Tutti intorno all’altare, perché Cristo è al centro della comunità», ha commentato ancora fuori testo.

«E la Messa incomincia con il segno della Croce». «Tutta la preghiera si muove, per così dire, nello spazio della Santissima Trinità, che è spazio di comunione infinita», ha detto il Papa soffermandosi sulla parte iniziale del rito liturgico: «Ha come origine e come fine l’amore di Dio Uno e Trino, manifestato e donato a noi nella Croce di Cristo. Infatti il suo mistero pasquale è dono della Trinità, e l’Eucaristia scaturisce sempre dal suo cuore trafitto. Segnandoci con il segno della croce, dunque, non solo facciamo memoria del nostro Battesimo, ma affermiamo che la preghiera liturgica è l’incontro con Dio in Cristo Gesù, che per noi si è incarnato, è morto in croce ed è risorto glorioso».

dalla catechesi di Papa Francesco sulla S. Messa

Adorare Dio come comunità

IIIa domenica di Quaresima - 4 marzo 2018

«La Messa comincia con il segno della croce e con i riti introduzione, perché lì cominciamo ad adorare Dio come comunità», ha spiegato Francesco a braccio: «Per questo è importante non arrivare in ritardo, bensì in anticipo, per preparare il cuore a questa celebrazione della comunità».

La Messa, ha esordito il Papa, «è composta da due parti, che sono la liturgia della Parola e la liturgia eucaristica, così strettamente congiunte tra di loro da formare un unico atto di culto.

Introdotta da alcuni riti preparatori e conclusa da altri, la celebrazione è dunque un unico corpo e non si può separare, ma per una comprensione migliore cercherò di spiegare i suoi vari momenti, ognuno dei quali è capace di toccare e coinvolgere una dimensione della nostra umanità».

«È necessario conoscere questi santi segni per vivere pienamente la Messa e assaporare tutta la sua bellezza». «Quando il popolo è radunato, la celebrazione si apre con i riti introduttivi, comprendenti l’ingresso dei celebranti o del celebrante, il saluto – ‘il Signore sia con voi, la pace sia con voi’ – l’atto penitenziale, ‘io confesso, dove noi chiediamo perdono dei nostri peccati ,il Kyrie eleison, l’inno del Gloria e l’orazione colletta. Si chiama “orazione colletta” non perché lì si fa la colletta delle offerte: è la colletta delle intenzioni di preghiera di tutti i popoli; e quella colletta dell’intenzione dei popoli sale al cielo come preghiera».

dalla catechesi di Papa Francesco sulla S. Messa

La Messa è rifare il Calvario, non è uno spettacolo

IIa domenica di Quaresima - 25 febbraio 2018

La Messa è il memoriale del mistero pasquale di Cristo.

Per comprendere il valore della Messa dobbiamo innanzitutto capire allora il significato biblico del memoriale: Gesù Cristo, con la sua passione, morte, risurrezione e ascensione al cielo ha portato a compimento la Pasqua. E la Messa è il memoriale della sua Pasqua, del suo “esodo”, che ha compiuto per noi, per farci uscire dalla schiavitù e introdurci nella terra promessa della vita eterna.

Ogni celebrazione dell’Eucaristia è un raggio di quel sole senza tramonto che è Gesù Cristo risorto. Partecipare alla Messa, in particolare alla domenica, significa entrare nella vittoria del Risorto, essere illuminati dalla sua luce, riscaldati dal suo calore. Attraverso la celebrazione eucaristica lo Spirito Santo ci rende partecipi della vita divina che è capace di trasfigurare tutto il nostro essere mortale.

Quando andiamo a Messa è come se andassimo al Calvario. Pensate - ha aggiunto papa Francesco a braccio - se sapessimo che quell'uomo che incontriamo è Gesù. Ecco noi ci permetteremmo di chiacchierare, di fare fotografie, di vivere la celebrazione eucaristica come uno spettacolo? Noi, di sicuro, sicuro saremmo nel silenzio, nel pianto e nella gioia di essere salvati. Quando entriamo in Chiesa per celebrare la Messa, pensiamo "entro al Calvario dove Gesù dà la sua vita per me, e così sparisce lo spettacolo, spariscono i commenti e queste cose che ci allontanano da questa cosa tanto bella" che è la Messa di Gesù.

dalla catechesi di Papa Francesco sulla S. Messa

Il silenzio dopo l'omelia

Ia domenica di Quaresima - 18 febbraio 2018

“Dopo l’omelia, un tempo di silenzio permette di sedimentare nell’animo il seme ricevuto, affinché nascano propositi di adesione a ciò che lo Spirito ha suggerito a ciascuno”.

Lo ha ricordato il Papa, che nell’udienza d’inizio Quaresima ha proseguito il ciclo di catechesi dedicato alla messa. “Il silenzio dopo l’omelia: un bel silenzio bisogna fare, bisogna pensare a quello che si è ascoltato”, la raccomandazione a braccio di Francesco.

“Dopo questo silenzio, la personale risposta di fede si inserisce nella professione di fede della Chiesa, espressa nel Credo”, ha proseguito il Papa: “Tutti noi recitiamo il Credo nella messa”. “Recitato da tutta l’assemblea, il Simbolo manifesta la comune risposta a quanto insieme si è ascoltato dalla Parola di Dio”, le parole di Francesco, secondo il quale “c’è un nesso vitale tra ascolto e fede. Sono uniti. La fede, infatti, non nasce da fantasia di menti umane ma, come ricorda san Paolo, viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo. La fede si alimenta, dunque, con l’ascolto e conduce al sacramento. Così, la recita del Credo fa sì che l’assemblea liturgica torni a meditare e professi i grandi misteri della fede, prima della loro celebrazione nell’Eucaristia.
Il Simbolo vincola l’Eucaristia al Battesimo, ricevuto nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, e ci ricorda che i sacramenti sono comprensibili alla luce della fede della Chiesa: sono segni della fede, la suppongono e la suscitano”.

dalla catechesi di Papa Francesco sulla S. Messa

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