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Parrocchia dell'Immacolata e San Martino a Montughi

Via Ferdinando Paoletti 36 - 50134 Firenze

055 475301

info@immacolataesanmartino.org

Orario S. Messe Festive: sabato 18:00 — domenica 8:30 - 10:00 - 11:30 - 18:00
Orario S. Messe Feriali: 7:30 - 18:00 (escluso il sabato)
S. Rosario: tutti i giorni alle 17:30

L'archivio parrocchiale è aperto
dal lunedì al venerdì
dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

Vuoi riscoprire la gioia del perdono?
Scopri gli orari in cui i nostri sacerdoti
sono disponibili per le confessioni!

NEWS!

Grazie di tutto, Rolli!

Domenica 11 settembre alle 11:30 Don Rolando ha celebrato la sua ultima S. Messa quale vice parroco della nostra parrocchia; la stessa sera, alle 19:00, ci siamo ritrovati presso la canonica di S. Martino per festeggiarlo, cenando insieme condividendo quanto ciascuno aveva portato (a proposito... complimenti ai cuochi!).

Di seguito un "diario" della giornata!

Qualche foto della Giornata

(in rigoroso ordine sparso!)

Per visualizzare queste foto come una gallery, clicca sulla prima per ingrandirla e quindi scorri le foto cliccando sulle freccine!

Alcune foto sono state modificate in modo da non essere nitide, per rendere i minori non riconoscibili...

La Messa...

Il saluto di Don Rolando La consegna dei regali - 1 La consegna dei regali - 2 La consegna dei regali - 3 Il coro - Rolanduel! La Messa è finita…

 

La Festa...

Buon appetito! - 1 Buon appetito! - 2 Il concerto dei nostri giovani Abbracci Il saluto coi giovani Il regalo dei giovani - 1 Il regalo dei giovani - 2

Rolanduel!

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Il video

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L'audio

Rolanduel

Dall'orizzonte un grande prete è entrato nella storia
e ben 4 anni con noi ha passato entrandoci in memoria
e tormentando la nostra vita chiaro ci rivela,
che non si vive se non si cerca la verità.

Lui è lì...
ed è pieno di luce,
sotto la sua croce,
e stona con la voce!
È Rolando è...

Un grande dono che Dio ci ha fatto è farcelo incontrare,
le nostre prove ha superato e si è salvato.
È vero uomo è vero prete per tutta la vita
e in tutto il mondo il suo amore trasmetterà.

Lui è lì...
un po'canta e un po' balla
con il suo zaino in spalla,
ed urla Yalla Yalla!
È Rolando è...

Per mille strade noi siamo andati, con te alla nostra guida
sentiamo ancora lo Yalla Yalla che ci lancia la sfida.
Seguendo Cristo, con il tuo aiuto rinasce quella fede
di un gruppo vivo in cui c'è gioia insieme a te!

Siamo qui...
in cerchio tutti insieme,
e ti vogliamo bene,
cantando come viene!
È Rolando è...

IL NOSTRO PRETE!!!!

La musica è quella di "Emmanuel",
inno ufficiale della GMG del 2000 a Roma.

Le altre canzoni

Siamo in un gruppo con un prete tra di noi
Che saluta e dice: devo lasciarvi oramai
Non lo so perché va via
Penso un po' e dico certo non è colpa mia
Mannaggia al vescovo, ci leva la sua compagnia!

Gli anni con Rolando per pregar
Gli anni di lui in chiesa a confessar
Con i batti cinque strani e poi
L'LP da sveglio insieme a noi... Ma siamo noi...

Ogni volta col telefono a chattar
Ve lo buco, basta smettete di spippolar
Non si può, lui dice a noi
Poi però lo becchi sempre su Facebook online
Ma si facesse almeno una volta i fatti suoi!

Gli anni sopra i monti a camminar
L'ascella pezzata manca già
Con lo Yalla Yalla ci inciti
Mentre sotto l'acqua prendiam fulmini...
Che ci vuoi fare sei fatto così...

Beato te che non capisci nulla mai
Ti risponde quando parli di ciò che non sai
Ma su dai che cosa vuoi
Prego un po' sperando che un giorno ritornerai
A fare after sbocciando a diritto insieme a noi...

Gli anni di un prete fortissimo
Ribalta le mucche e non solo
Quando parte non lo fermi più
Tranne se gli nomini Gesù... Prova anche tu!

La musica è quella della canzone "Gli anni", degli 883.

Era un contadino come tanti, e qualcuno lo chiamò
Era un uomo come tutti gli altri, ma la voce quella no.
Quante volte le canzoni alla messa hai stonato,
Mai una volta sola ti ho sentito intonare con onore.
E da uomo come tanti altri Don Rolando diventò.

Che zio! Lo vorrei avere anch'io
Che voti, quei fantastici nipoti!
Sono bravi e il più fiero sei tu
Solo voti dal 30 in su.

Tante le riunioni a cui dormivi, poche volte L.P.,
Ci hai portato fino a Roma a piedi e anche in GMG.
Bella cosa te Rolando, cinquant'euro, te lo buco,
Batti cinque, yalla yalla, andiamo tutti sopra a pesticcialla.
Quanti nomi strani che ci hai dato, e così ci hai conquistato.

Il trattore, che ti manca a tutte l'ore
Mamma mia, che fatica l'omelia!
Ti mandiamo il nostro abbraccio più caldo,
va nel mondo e conquista Certaldo!

La musica è quella di "Vocazione", che tante volte cantiamo alla Messa.

Addomesticare...

In quel momento la volpe apparve al piccolo principe.
“Buongiorno” disse la volpe.
“Buongiorno” rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto il melo…”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono così triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah, scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: “Che cosa vuol dire “addomesticare”?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe. “Che cosa vuol dire “addomesticare”?”
“Gli uomini”, disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare”?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo.”
“Comincio a capire”, disse il piccolo principe. “C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”
“Oh! Non è sulla Terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa: “Su un altro pianeta?”
“Sì”.
“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
“No”.
“Questo mi interessa! E delle galline?”
“No”.
“Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea: “La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio pane e il grano per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla, e questo è triste! Ma tu hai dei capelli coloro dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
“Per favore… addomesticami”, disse.
“Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose”.
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla, Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono i mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che cosa bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non mi dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”

Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe, “se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono riti”.
“Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.
“Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, tra i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.

E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!”, disse la volpe, “piangerò”.
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”. Poi soggiunse: “Va’ a rivedere le tue rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto”.

Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora per me è unica al mondo”. E le rose erano a disagio. “Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa”.

E ritornò dalla volpe.
“Addio”, disse.
“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi”.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
“È il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”
“Io sono responsabile della mia rosa…” ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

Antoine De Saint-Exupéry, "Il piccolo principe", cap. XXI

dalla preghiera dei fedeli di oggi...

  • Perché don Rolando, che ci ha dedicato quattro anni del suo ministero, avverta sempre la forza delle nostre preghiere di ringraziamento al Signore che ce lo ha donato. Preghiamo.
  • Perché don Renato, che affiancherà don Massimiliano nella nostra Parrocchia, trovi presso di noi la stessa accoglienza e lo stesso aiuto che ha avuto don Rolando. Preghiamo.

Souvenir...

L'ordinazione sacerdotale in Cattedrale, 7 aprile 2013

L'ordinazione in Cattedrale - 1 L'ordinazione in Cattedrale - 2 L'ordinazione in Cattedrale - 3 L'ordinazione in Cattedrale - 4 L'ordinazione in Cattedrale - 5 L'ordinazione in Cattedrale - 6

Le foto sono di Giulio Gori, dal "Corriere Fiorentino" del 07/04/2013 (leggi l'articolo e guarda la gallery completa)

Per "rinfrescarti la memoria", puoi leggere anche questi articoli tratti da "La Nazione" (08/04/2013) e da "Il Tirreno", ed. di Empoli (02/04/2013)


La prima Messa nella nostra parrocchia, 21 aprile 2013

La sua prima omelia! Liturgia eucaristica, con don Albert

 


La sua "carta d'identità" sul nostro sito
DonRolando

DON
ROLANDO
Spinelli

per gli amici Rolli
incarico vicario parrocchiale
segue in particolare catechesi in preparazione alla Comunione, Gruppo Scout, Dopocresima, Battesimi, Gruppo Famiglia, Cresima degli adulti, Oratorio
in sintesi un vignaiolo nella vigna del Signore
origini Montespertoli, 1970
ha studiato Teologia
è stato a San Giovanni Battista a Firenzuola, Sant'Andrea a Montespertoli e Santa Maria a Quarto a Bagno a Ripoli
altre attività scout (è Baloo!), bicicletta e camminate in montagna
segni particolari "Grandi cose ha fatto il Signore per noi!"
(ma è meglio che non la canti...)

Le ultime "fatiche" di quest'anno: il Grest (centro estivo) a giugno e la GMG a Cracovia a luglio...

Grest 2016 Grest 2016 - i giovani ringraziano Rolli! …L'Immacolata a Cracovia!

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