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Parrocchia dell'Immacolata e San Martino a Montughi

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NEWS!

9 luglio 2016: il Card. Piovanelli è tornato al Padre...

Il card. Piovanelli in pellegrinaggio verso Montesenario

...vogliamo ricordarlo così,
in pellegrinaggio verso Montesenario...

Sabato 9 luglio 2016

L’Arcivescovo di Firenze card. Giuseppe Betori comunica che il card. Silvano Piovanelli, già Arcivescovo di Firenze dal 1983 al 2001, stamattina alle ore 4.20 ha concluso il suo cammino su questa terra per tornare alla Casa del Padre. Il card. Piovanelli si trovava da qualche mese al Convitto Ecclesiastico dell’Arcidiocesi, dove è stato assistito nella fase finale della sua malattia.

La camera ardente, per rendere omaggio alle spoglie del cardinale, allestita in Arcivescovado, nella chiesa di San Salvatore al Vescovo, è stata aperta sabato 9 dalle 17 alle 22. Alle 17 tutte le campane delle chiese di Firenze hanno suonato a lutto. Domenica 10 luglio la camera ardente è stata aperta dalle 8 alle 22. Lunedì 11 luglio alle 21 si è tenuta una veglia di preghiera in Cattedrale.

I funerali sono stati celebrati martedì 12 luglio alle 18 in Cattedrale.
Se vuoi puoi leggere e scaricare l'omelia e il ricordo del nostro Arcivescovo, Card. Giuseppe Betori, tratte dal sito della Diocesi.

Ho da lasciare soltanto amore

Riportiamo integralmente il testamento spirituale del cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze, dettato al suo segretario poche settimane prima della morte.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo.
Sono in dirittura di arrivo e tutta la mia vita è rivolta verso il Signore, il quale ha riempito la mia esistenza. Lui solo è stato la luce dei miei giorni. Lui solo non ha abbandonato mai per un istante il mio cammino nel tempo. Il Signore ha talmente accompagnato ogni mio passo che non mi sono mai sentito solo ed è proprio Gesù che ora mi apre le braccia. Posso dire che passo dopo passo Lui è stato al mio fianco e ha riempito la mia mente, il mio cuore, tutto di me. Attraverso di Lui ho sentito di essere fratello di tutti gli uomini, particolarmente dei poveri, dei malati e delle persone sole ed abbandonate.

Io sono nato povero e nonostante una vita piena di contatti con tante persone, tante situazioni e nonostante il mio percorso nella Chiesa, sono rimasto povero e quindi non ho nulla da lasciare; ho da lasciare soltanto amore; l’amore con cui ho cercato di incontrare gli altri; e ora che sono ai momenti ultimi della mia vita intendo fare, mettendo tutto nelle mani di Dio, il dono di me al Signore. È un dono rinnovato e sento che il Signore sta per accoglierlo. Pensando a quanto il Signore ha sofferto per noi e per me, povero peccatore, devo dire che Lui, abbandonato sulla croce, mi sta risparmiando tanta sofferenza; Lui crocifisso e sanguinante, io curato e assistito da tanta delicatezza e affetto. Devo dire grazie in mille modi, è la mia Eucaristia. Non so se potrò celebrare ancora una messa, ma sento che ora l’offerta della mia vita diventa vera Eucaristia.

Desidero, anzi voglio, che la mia esistenza sia Eucaristia: ringraziamento per tutti, a cominciare dai sacerdoti a cui ho sempre voluto bene; a tutti, senza lasciar da parte nessuno. Ai sacerdoti fiorentini vorrei dare un abbraccio, ai singoli, dal caro vescovo Giuseppe mio successore fino all’ultimo ordinato, ringraziandoli per quello che fanno e hanno fatto per il popolo di Dio. Vi dico: crescete nell’amore verso Gesù Cristo e verso i poveri, i malati, i piccoli, gli ultimi. E vogliatevi bene tra di voi. Non dimenticate mai quello che il Signore ha detto attraverso l’apostolo Giovanni: «Amatevi come io vi ho amato».

Offro la mia vita perché il sacerdozio ministeriale sia vissuto proprio come un generoso, totale, entusiasta dono di sé al popolo di Dio, il popolo che il Signore ci ha affidato. Alle persone consacrate, le monache e i monaci di clausura, le religiose e i religiosi desidero dire, augurare, pregare perché il Signore sempre più diventi l’unico della loro vita. E allargo le braccia per stringere nell’affetto ognuna e ognuno di voi. Ai laici, al popolo di Dio, in mezzo ai quali ho trovato tante tracce di santità, perlopiù nascosta e anonima, dico di fidarsi sempre di Dio e guardare a Lui solo per far crescere l’edificio, di cui sono pietre vive, ognuna essenziale e complementare per la costruzione del corpo di Cristo che è la Chiesa.

Io sono stato soltanto e sempre fiorentino. Il Signore mi ha tenuto soltanto a Firenze, dal seminario come alunno prima e come vicerettore poi, alle parrocchie di Rifredi e di Castelfiorentino, fino all’episcopato e allora è chiaro che io voglio offrire la mia vita per questa città e per questa amata cara diocesi. Che Firenze diventi quello che nella storia l’ha fatta città unica di bellezza, immagine così toccante della Gerusalemme celeste. Mi è sempre parso che la città di Firenze esprimesse nel più bello dei modi proprio la Gerusalemme celeste. Giunto a questo momento sono tanti i volti di persone che si affollano nella mia mente, che sono stati per me dono e grazia. Dai miei genitori, da tempo defunti, al mio fratello Paolo, morto alcuni anni fa: sono stati per me esempio di vita, di fede e di onestà.

Mi scorrono davanti agli occhi particolarmente i volti di tanti preti che ci hanno lasciato, tanti fratelli e amici coi quali ho condiviso la straordinaria avventura del sacerdozio ministeriale. Non posso non ricordare in questo momento il venerato cardinale Elia Dalla Costa, che mi ha accolto in seminario e mi ha ordinato sacerdote e che è stato per la mia vita un testimone dell’assoluto della fede pura e profonda. Insieme a lui ricordo il caro cardinale Ermenegildo Florit che mi ha fatto fare l’esperienza esaltante della parrocchia che è stata per me la scuola per la Parola di Dio e per l’accoglienza, l’accompagnamento e la condivisione della vita di tanta gente.

Non posso poi dimenticare il dono che il Signore ha fatto alla mia vita facendomi incontrare nei 10 anni da vicerettore in seminario monsignor Enrico Bartoletti e poi la grazia di essere stato collaboratore di monsignor Giulio Facibeni. Il cardinale Giovanni Benelli lo porto particolarmente nel mio cuore, lui che mi volle al suo fianco come vicario e come vescovo ausiliare, facendomi fare, al suo fianco, un’altra esperienza esaltante, quella della visita pastorale. E ancora il santo Papa Giovanni Paolo II che mi donò la sua amicizia e il suo fraterno conforto quando, nonostante la mia indegnità e le mie obiezioni, fortemente volle che diventassi vescovo di questa amata diocesi fiorentina e poi mi annoverò nel collegio cardinalizio; quanti fratelli vescovi e cardinali defunti stanno scorrendo nella mia mente in questi momenti, tanti fratelli e amici! Desidero confermare il mio profondo attaccamento alla Sede Apostolica: il caro Papa emerito Benedetto e il caro, amato Papa Francesco, che in diverse occasioni mi ha dimostrato la sua amicizia e che proprio in questi giorni mi ha ribadito personalmente la sua affettuosa vicinanza.

I miei successori Ennio e Giuseppe li porto nel cuore e particolarmente al mio vescovo Giuseppe voglio consegnare queste parole, che sto dettando al mio segretario don Luigi, ribadendogli la mia fedeltà e il mio amore per la Chiesa fiorentina a lui affidata. Un ultimo pensiero ai miei familiari: la mia cara cognata Cesarina, che ha speso la sua vita per la mia persona e a cui ho domandato tanta pazienza: che il Signore la rimeriti per il bene che ha fatto alla Chiesa prendendosi cura di questo povero vescovo pieno di imperfezioni; i miei nipoti Antonella e Luca e i loro figlioli: vogliatevi bene e fidatevi sempre del Signore. La maggior parte dei volti che si affollano ora nella mia mente sono già nelle mani di Dio e sto guardando verso di loro, certo che mi vorranno accogliere tra di loro. Ora che sono in dirittura di arrivo però non mi volto indietro se non per ringraziare e corro verso il Signore per lasciarmi abbracciare totalmente da Lui.
Miserere. Amen. Alleluia.

Silvano Piovanelli, Cardinale, Arcivescovo emerito di Firenze

Fonte La Stampa, 19 luglio2016

 

Biografia

Di seguito un breve biografia tratta dal sito della Diocesi.

Il card. Silvano Piovanelli è nato a Ronta, nel Mugello il 21 febbraio 1924. Con il fratello è cresciuto in un ambiente semplice, il babbo era un muratore, la mamma faceva la casalinga.

A soli undici anni decide di lasciare la famiglia per andare a Firenze in Seminario*. Qui ha studiato dal 1935 al 1947, anno in cui è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore il 13 luglio per l'imposizione delle mani del Servo di Dio Elia Dalla Costa, cardinale arcivescovo di Firenze. Dal card. Dalla Costa impara l’amore per la Bibbia, il rigore nello studio e nella preparazione di ogni discorso e omelia. Compagno di studi in teologia dal 1943 al 1947 di Piovanelli fu, tra gli altri, don Lorenzo Milani che fu ordinato sacerdote lo stesso giorno.

Il primo incarico pastorale di Piovanelli dal 1947 al 1948 è stato quello di vicario parrocchiale di un altro Servo di Dio, mons. Giulio Facibeni, il pievano di Rifredi, fondatore dell'Opera Madonnina del Grappa che in seminario aveva preparato lui e i suoi compagni al sacerdozio. Un anno importante del dopoguerra trascorso in una comunità parrocchiale, nella periferia industriale di Firenze, che si stava sviluppando e strutturando intorno a grandi fabbriche come la Galileo.

Nell'ottobre 1948 viene chiamato ad assumere un incarico che avrebbe segnato profondamente la sua vita di educatore e di pastore: a fianco di mons. Enrico Bartoletti, per dodici anni (dal ’48 fino al ’60) prima come vicerettore del Seminario minore e poi come responsabile unico. Sono gli anni di Giorgio La Pira, di Nicola Pistelli, di don Raffaele Bensi.

Dopo che mons. Bartoletti fu nominato vescovo ausiliare di Lucca, nel 1960 il card. Ermenegildo Florit nomina don Silvano Piovanelli parroco di Castelfiorentino, un grande centro dell'estrema periferia dell'arcidiocesi, dove rimane fino al 1979. Sono anni difficili dal punto di vista sociale e politico.

Nel 1979 il card. Giovanni Benelli, arcivescovo di Firenze, succeduto al card. Florit come Arcivescovo di Firenze, lo chiama in Curia, affidandogli l'incarico di pro-vicario generale e successivamente di vicario generale. Il 28 maggio 1982 il Papa San Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi con il titolo della Chiesa titolare di Tubune di Mauritania. Come motto episcopale sceglie le parole di San Pietro In Verbo Tuo. Riceve l'ordinazione episcopale il 24 giugno 1982 dal card. Benelli. È a fianco del card. Benelli per la preparazione e lo svolgimento della visita pastorale e delle altre iniziative apostoliche promosse da quel grande arcivescovo.

Dopo la morte improvvisa del card. Benelli, avvenuta il 26 ottobre del 1982, viene eletto dal Capitolo della Cattedrale vicario capitolare assumendo il governo pastorale dell'Arcidiocesi. Il 18 marzo 1983 viene eletto da San Giovanni Paolo II arcivescovo di Firenze e prende possesso della diocesi il 7 maggio dello stesso anno. Il medesimo santo Pontefice il 25 maggio 1985 lo crea cardinale con il titolo di Santa Maria delle Grazie a Via Trionfale.

Durante il suo lungo episcopato, dal 22 marzo 1983 al 21 marzo 2001, prosegue e conclude la visita pastorale, realizza il Sinodo diocesano, 34° della storia della Chiesa fiorentina, il primo dopo il Concilio e scrive dieci lettere pastorali.

Dal 1985 al 2001 è presidente della Conferenza Episcopale Toscana; dal 1990 al 1995 è vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana. Ha valorizzato i giovani, sia preti che laici, è intervenuto sui temi della povertà, della pace, del lavoro e ha sviluppato la Caritas. Si è impegnato nel promuovere nella diocesi l’apertura alla missione “ad gentes”, inviando sacerdoti e visitando le missioni legate alla chiesa fiorentina.

Ha dato importanza alla comunicazione: ha contribuito alla crescita del settimanale diocesano Toscana Oggi, ha voluto una radio regionale, Radio Toscana.

Piovanelli ha presieduto alla nascita dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero e ha promosso il passaggio dall’Istituto teologico fiorentino a Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.

Il 18 e 19 ottobre 1986 ha accolto in visita a Firenze il Papa San Giovanni Palo II, che in quella occasione beatificò Teresa Maria della Croce, la Bettina di Campi Bisenzio.

Il Sinodo diocesano, aperto il 21 maggio 1988 e chiuso l’11 ottobre 1992, è per Piovanelli un grande impegno. Le tre fasi, vedere, giudicare e agire, hanno coinvolto tutte le componenti della Chiesa fiorentina e della società civile. La commissione centrale, nella quale ha chiamato preti, religiosi e laici, è stato il vero ‘motore’ dell’intero percorso. Sono state anche realizzate indagini sociologiche e statistiche, alcune mai effettuate prima in una diocesi.

Ha conferito l'ordinazione episcopale a Edoardo Ricci, Gualtiero Bassetti, Flavio Roberto Carraro (O.F.M.Cap.), Rodolfo Cetoloni (O.F.M.), Claudio Maniago.

Silvano Piovanelli è stato discepolo del cardinale Elia Dalla Costa, arcivescovo di Firenze, da cui ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale e che gli è stato maestro di vita e di fede. Alla generazione di Piovanelli, con il quale hanno diviso i tempi del seminario, appartengono alcune delle più significative figure del clero fiorentino, tra cui Lorenzo Milani, Danilo Cubattoli, e Renzo Rossi, che con lui hanno avuto un ruolo importante nella storia della Chiesa fiorentina del XX secolo.

Piovanelli rinunciò alla sede fiorentina per limite di età il 21 marzo 2001. Il 21 febbraio 2004 diviene cardinale non elettore, per il raggiungimento degli 80 anni d'età.

Dopo aver lasciato il governo pastorale dell’Arcidiocesi, dal 2001 al 2005 è stato presidente della FIES (Federazione Italiana Esercizi Spirituali).

Concluso il suo ministero come arcivescovo, si ritirò nell’antica Pieve di Cercina ai confini fra la città e il suo Mugello da dove si spostava frequentemente per predicare e tenere incontri di spiritualità in tutta Italia.

Il 21 febbraio 2014, al compimento dei novant’anni, il card. Piovanelli si trovava a Roma mentre vi si svolgeva l’Assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi e partecipò alla Santa Messa a Santa Marta con Papa Francesco che gli porse gli auguri e lo ringraziò “per il suo lavoro, la sua testimonianza e la sua bontà”.

Per iniziativa della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale ha ricevuto nel 2014 il dottorato “honoris causa” in Teologia biblica, per la sua instancabile attività nella promozione dello studio e della lettura della Bibbia.

A marzo del medesimo anno il card. Piovanelli venne festeggiato anche in un incontro voluto dalla Regione Toscana, a cui partecipano il Presidente della Regione e altri rappresentanti del mondo politico e delle istituzioni regionali e cittadine.

Negli ultimi giorni, avvertito delle sue precarie condizioni di salute, Papa Francesco gli ha telefonato nel Convitto Ecclesiastico dove si trovava per essere assistito.

Si è spento nel Convitto Ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Firenze alle ore 4.20 di sabato 9 luglio.


Nota:
* In Seminario il Card. Piovanelli studiò con don Giovanni Conti, il nostro “vecchio” parroco: i due erano molto amici.
Quando, il 9 dicembre 2015, il Signore ha chiamato a sé don Giovanni, il Card. Piovanelli ha concelebrato le esequie (il 10 dicembre) con il Card. Betori e altri sacerdoti: è stata l’ultima volta che lo abbiamo avuto con noi in parrocchia…

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