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Parrocchia dell'Immacolata e San Martino a Montughi

Via Ferdinando Paoletti 36 - 50134 Firenze

055 461293

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Orario S. Messe Festive: sabato 18:00 — domenica 8:30 - 10:00 - 11:30 - 18:00
Orario S. Messe Feriali: 18:00 (escluso il sabato)
S. Rosario: tutti i giorni alle 17:30

L'archivio parrocchiale è aperto
dal lunedì al venerdì
dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

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POPOLO DI DIO!

Il Domma che non ti aspetti...

Proprio vero... non si finisce mai di conoscere le persone!

Per questo abbiamo deciso di pubblicare un paio di articoli perché tutti i fedeli hanno il diritto di sapere chi è relamente il loro parroco!! ...iiihhh!!!...

Buona lettura!

 

La Nazionale è “la mia parrocchia”

A pochi giorni dall’avvio degli Europei di calcio, il cappellano degli Azzurri, don Massimiliano Gabbricci, si racconta a Credere. Dal sogno di diventare portiere (adorava Giovanni Galli) all’amicizia con Andrea Barzagli

Gerolamo Fazzini, da "La Stampa" del 08/06/2016
Ecco l'articolo originale!

Il Cappellano della Nazionale!

Il Cappellano della Nazionale!

«Appena prima della partenza abbiamo celebrato la Messa e ho fatto a tutti un grande in bocca al lupo, affidando a Dio l’Europeo. Speriamo vada tutto bene, innanzitutto sul piano della sicurezza, e poi, perché no, anche per quanto riguarda i risultati. Lunedì 13 giugno sarò a Lione a tifare in occasione di Belgio-Italia, le partite successive invece le guarderò a Firenze con i miei parrocchiani». Chi parla è don Massimiliano Gabbricci, cappellano (oltre che della Fiorentina) della Nazionale italiana di calcio, che martedì 13 giugno affronta in Francia il primo match del Campionato europeo.

Don Massimiliano Gabbricci, patito di calcio fin da giovane e un passato da portiere (i suoi miti erano Giovanni Galli, di cui poi è diventato amico, e il belga Jean-Marie Pfaff) si racconta al settimanale Credere della San Paolo che, nel numero in edicola domani (giovedì 9) gli dedica la copertina. «Passeremo il primo turno e suonerò a festa le campane», ha detto sicuro nell’intervista a Laura Bellomi «Domma», com’è affettuosamente soprannominato il sacerdote.

Alla domanda su come ha accompagnato gli «Azzurri» verso l’imminente appuntamento in Francia, il Cappellano ha risposto: «Semplicemente ho offerto il mio ascolto a giocatori e staff. Il compito del cappellano è andare a trovare la squadra durante i ritiri a Coverciano, parlare con chi ne ha voglia ed essere a disposizione come ministro di culto. Mi capita di confessare e di celebrare l’Eucaristia. Alla Messa solitamente partecipano più di 20 persone fra calciatori e staff, circa il 40% dei presenti. Alle celebrazioni in parrocchia la percentuale scende al 10%».

Il rapporto del Cappellano con i giocatori della Nazionale è diverso da caso a caso. «Con alcuni ci limitiamo ai saluti cordiali, con altri invece il dialogo è profondo: raccolgo confidenze personali e alcuni mi chiedono anche di confessarsi, proprio come in una qualsiasi parrocchia».

Don Gabbricci ci tiene a sfatare lo stereotipo che vuole tutti i calciatori «viziati» e richiusi in un «mondo a parte». «Andando oltre l’apparenza – confida a Credere - si scopre che sono uomini “normali”. Pensare che per loro contino solo i soldi è un pregiudizio: ho incontrato ragazzi dai valori saldi e con uno spessore umano importante. Non tutti, naturalmente, sono così; ma non ho difficoltà ad ammettere che da alcuni calciatori ho anche imparato tanto».

In questi quattro anni – l’incarico è partito su chiamata di Prandelli, che l’aveva conosciuto alla Fiorentina, ed è stato confermato da Conte – il Cappellano degli Azzurri ha conosciuto tanti campioni.

«Con Andrea Barzagli, in particolare, ho una bellissima amicizia, ho celebrato il suo matrimonio, conosco la sua famiglia e ci sentiamo spesso per telefono o via messaggini. Ma è solo un esempio, anche con Marco Donadel (centrocampista che oggi gioca in Canada, ndr), Gigi Buffon, Giorgio Chiellini, Matteo Darmian, Federico Bernardeschi, Alberto Gilardino e Citadin Martin Eder ho un rapporto personale. In ogni caso tutto l’ambiente della Nazionale è molto accogliente e familiare: con tutti, cattolici e non, ho un rapporto di stima. Poi sottolineo che solo Dio conosce la fede dei suoi figli, calciatori compresi».

divisorio fiorito

Il Palio è Palio

Don Massimiliano, cappellano azzurro ma sabato solo Lupa

Duccio Zoccolini, dal "Corriere Fiorentino" del 05/07/2016

«Come mi sento? Sono sincero, non mi sono ancora ripreso». Poche parole, borbottate con una voce roca quasi scontata per chi nelle ultime 48 ore non ha fatto altro che urlare. Di gioia prima e di rabbia poi. Due emozioni contrapposte che hanno accompagnato don Massimiliano Gabbricci per tutto il fine settimana. Due giorni che il parroco ha passato nella sua Siena.

Una città vestita a festa per il Palio di sabato, l’evento che mai e poi mai avrebbe saltato. Nemmeno per la partita della Nazionale di calcio, di cui il prete nato a Castelfiorentino nel 1971, è cappellano. Perché «il Palio è il Palio — confessa — e vince anche contro la scaramanzia. È vero che andando in Francia per la gara con la Spagna ho portato fortuna all’Italia, ma questa volta sentivo che poteva essere quella giusta per noi». E dentro al «noi» pronunciato con orgoglio nella sua stanza della parrocchia fiorentina dell’Immacolata, ci stanno tutti i contradaioli della Lupa. Quelli che non vincevano da 27 anni e che sabato pomeriggio hanno invaso piazza del Campo. E lui, due giorni dopo la storica vittoria della cavalla Preziosa Penelope, ci ha accolto così, con il fazzoletto della contrada ancora al collo, la voce fioca, la biografia di Antonio Conte sulla scrivania, più il gagliardetto della Fiorentina appeso alla porta. «C’è tutta la mia vita in questa stanza», sottolinea. Anche se i colori della contrada, almeno in questi giorni, sono in netto vantaggio su viola e azzurro: «La scelta tra il Palio e la partita dell’Italia non si è nemmeno posta. È difficile da spiegare a chi non lo vive ma il Palio esclude tutto il resto, se lo vinci poi ..... ».

E infatti don Massimiliano Italia-Germania non l’ha vista proprio: «Era impossibile, i festeggiamenti dopo la vittoria sono durati per ore e in contrada non c’era nemmeno un televisore. Al massimo qualcuno seguiva la diretta sul telefonino ma vi assicuro che in quel momento nessuno pensava al calcio».

Tanto meno lui, che il giorno prima aveva comunque mandato il solito sms di auguri al ct Conte, uno che ha vissuto a Siena per due anni e che ha capito subito la scelta di don Massimiliano: «Non ti preoccupare ti capisco — gli aveva detto dopo la vittoria ai quarti — so cosa significhi il Palio per voi». Anche perché lui, co-correttore della Lupa insieme a don Sergio Volpi, aveva buone sensazioni già da qualche giorno: «Non so perché, ma anche quando ho benedetto la cavalla sabato pomeriggio ho sentito qualcosa di diverso dalle altre volte. Sinceramente non ricordo cosa sia successo dopo la vittoria, ho due minuti di vuoto assoluto. Sono sceso sul tufo per urlare e correre insieme agli altri contradaioli. Mi ricordo solo di aver ringraziato mia mamma Verena scomparsa quaranta giorni fa: anche lei ci ha dato una spinta».

Gli occhi si fanno lucidi, la voce ancora più fioca e il movimento delle gambe ininterrotto. Come se davvero Don Massimiliano fosse ancora lì a correre verso il Palio appena vinto. Domenica mattina, però, prima del consueto «giro della vittoria» per le contrade il suo primo pensiero è stato per il gruppo azzurro e per il ct: “Da italiano li ringrazio per il messaggio che hanno mandato: con il sacrificio si possono raggiungere grandi risultati. L’amarezza rimane ma l’orgoglio è più forte». Le campane interrompono la chiacchierata: «Perdonami adesso, ma c’è la messa e devo conservare quel poco di voce che ho per i miei parrocchiani».

Non ricordo cosa sia successo dopo la vittoria, so solo che ho corso come un matto!

Nota di una parrocchiana: e non osiamo pensare come eri ridotto dopo il "cappotto" del 16 agosto!!
(Ti vogliamo bene anche per questo!)

La benedizione della cavalla Preziosa Penelope

La benedizione della cavalla
Preziosa Penelope

La Messa con il fantino Jonatan Bartoletti detto Scompiglio

La Messa con il fantino
Jonatan Bartoletti detto Scompiglio

Siena in festa!

Siena in festa!

…ancora…

…ancora…

(notare il bianconero della contrada!!)

(notare il bianconero della contrada!!)

…cappotto!!!

…cappotto!!!

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